Sostegno formativo e non sussidi per i giovani di Taranto

Roma. E’ vero che dal sud tanti giovani fuggono per cercare opportunità di studio e di lavoro nelle regioni del nord o all’estero. Ma è altrettanto vero che ce ne sono tanti che restano perché vedono proprio nel territorio in cui sono nati e vivono le potenzialità per avviare un’impresa. Questo bacino di energia positiva non ha bisogno di iniziative pubbliche di tipo assistenzialista, ma di un incentivo culturale e formativo, di qualcuno che sia disposto a credere e sostenere un’idea brillante fino a trasformarla in un’attività economica in grado di stare sul mercato generando un circolo virtuoso di crescita e occupazione. Per fortuna, da qualche anno a questa parte nel Mezzogiorno di programmi basati su questa logica se ne comincia a vedere più d’uno grazie soprattutto all’iniziativa di privati in collaborazione con il mondo dell’università e degli enti locali. La Basilicata, per esempio, negli ultimi dieci anni è diventata un laboratorio di start up grazie a un progetto internazionale (InventaGiovani) che, promosso dal gruppo Shell con il patrocinio della Regione Basilicata, dell’Università degli Studi e della Confindustria locale, sarà sperimentato anche a Taranto, la città dove la crisi dell’Ilva rischia di spegnere, oltre all’altoforno, l’entusiasmo di un’intera generazione di giovani che pensa di non avere un futuro lavorativo. Ieri Shell Italia ha annunciato i dettagli del progetto che si riallaccia al protocollo d’intesa che la compagnia, insieme con Eni, Total e Mitsui, ha firmato nel 2018 con il Comune di Taranto e che intende sostenere giovani aspiranti imprenditori attraverso attività formative e di consulenza affinché sviluppino le competenze necessarie. L’esperienza in Basilicata sembra di buon auspicio considerando che fino ad oggi sono state avviate 16 nuove imprese in diversi settori – dall’agricoltura biologica alla cosmetica, dall’edilizia innovativa alla manifattura di design - mentre altre 15 aziende che erano già costituite prima di partecipare al programma sono state aiutate a potenziare il loro business. Anche per i giovani di Taranto può essere un’opportunità per mettere alla prova il proprio talento dimostrando che lo stato si sbaglia quando pensa di tendere loro una mano erogando dei sussidi.